Ed ora affrontiamo la nebbia!

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Diritto alla sicurezza e scelte politiche

Da in po’ di tempo a Milano faccio tutti i giorni in bicicletta il tragitto dal Parco delle Basiliche a piazza Cavour, passando dal Policlinico.

Si tratta di una arteria importante e In teoria ci sarebbe la pista ciclabile ma nei fatti si tratta di una serie di segmenti senza continuità e senza separazione efficace dal resto della carreggiata. In più, spesso la timida linea gialla che segnala la ciclabile si interrompe a qualche decina di metri dagli incroci.

Ovviamente non è una novità (anche qui è più di un anno che lo segnaliamo). Si sà.
Non si può non capire e vedere che se la ciclabile non ha almeno un cordolo, viene occupata dai mezzi a motore.
Non si può non capire e vedere che se la ciclabile non è continua, i mezzi più forti la occupano in un attimo.
Non si può non capire e vedere che la pista ciclabile non prevede i due sensi di marcia, si scoraggia l’uso effettivo.

Si tratta nei fatti di una negazione del diritto alla sicurezza per quella fetta di cittadini che hanno deciso di spostarsi in bicicletta.

Devo tristemente prendere atto che si tratta di una implicita indicazione politica sulle linee di sviluppo della città di Milano?

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